Rome, Mediterrenean

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Heidi: avere 30 anni..

HeidiPare che il libro della scrittrice svizzera Johanna Spyri sia il testo più tradotto al mondo, dopo Bibbia e Corano; medaglia di bronzo che si contende con “Pinocchio”. Heidi ha sedotto il pubblico dei più piccoli, rassicurato i grandi, intrigato i cultori di quel meraviglioso mondo, assurdo e (a suo modo) perfetto, dei cartoni animati di fattura giapponese. Quando un fenomeno ha dimensioni del genere bisogna chiedersi cosa c’è dietro. Quali archetipi mette in scena, quali universali emozionali tocca, quale alchimia di familiarità e sorpresa riesce a generare.
Ogni prodotto, di creazione o materiale, capace di “funzionare” indipendentemente dal contesto culturale, geografico, sociale, temporale in cui viene inserito ha è in sé elementi assoluti e primordiali che puntano alla radice di ciò che siamo e, dunque, di ciò che vogliamo e amiamo. Il boom dei format televisivi ne è la dimostrazione seppure, per molti, in termini di deriva e mercificazione del meccanismo: individuare l’ingranaggio seduttivo e moltiplicarlo all’infinito, riducendo la creatività e il senso del messaggio a puro make up e marketing.
Ma Heidi conserva la sua innocenza: è nata ben prima di quest’epoca cinica e pigra, senza la malizia di chi, pur di parlare a tutti, non dice niente, pur di piacere a tutti, si fa multiforme e inconsistente.Heidi era straordinariamente avulsa dalla realtà già il 7 febbraio del 1978, quando apparve sugli schermi di Raiuno per la prima volta. Pascoli erbosi, caprette, una Svizzera spartana e allo stesso tempo edulcorata, giochi semplici e sentimenti puri. Pubblico potenzialmente attratto da una tale cartolina: apparentemente minimo. Eppure la piccola pastorella è piaciuta a tutti. Una pennellata candida sugli anni plumbei. Heidi è l’entusiasmo dirompente dell’infanzia, senza se e senza ma. La Signorina Rottermeier la rigidità polverosa delle regole dei grandi. Iperbolico, pop, e clamorosamente efficace.
Oggi ha trent’anni e sta vivendo mesi turbolenti. Già diventata un gioco in scatola negli anni ‘80 e un videogame per PC e Game Boy - e ora anche compressa in una raccolta di 10 DVD da poco in commercio - è stata pubblicata, a novembre dello scorso anno, dalla casa editrice turca Karanfil con un vestitino lungo e castigato che sicuramente comprometterebbe le sue allegre corse con Peter. Ad occuparsi della sua educazione a Francoforte, la Signora Seseman e la severa istitutrice con hijab e ampi vestiti. Un cortocircuito estetico e culturale che ha provocato dure polemiche da parte dei media turchi e una chiara presa di distanza da parte dello stesso ministro della cultura che aveva inserito Heidi fra i testi consigliati alle famiglie per l’educazione dei bambini. Cavalcare il potere seduttivo Heidi per sdoganare un messaggio politico e religioso. Una strumentalizzazione che parte dalla consapevolezza della capacità di questo personaggio di toccare le corde profonde dell’immaginario, di creare empatia e contatto con il lettore o lo spettatore.   

A 30 anni Heidi sta lottando per rimanere se stessa. E ce la farà. Si sa che l’aria di montagna tonifica.

M.

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