Don Quichotte, Queen of Night, Fancy Frills, Carnaval de Nice, Plaisir : sono soltanto alcune delle fiabesche varietà in cui sono suddivisi i tulipani. E’da quanto Anthony disse a Candy Candy che una delle splendide rose che cresceva nel giardino degli Andrew era stata chiamata col suo nome che sono incuriosita dal romanticismo demodé con cui vengono classificati i fiori.
Provate a immaginarvi un severo giannizzero ottomano che si fa chiamare Fancy Frills…mobbing o bullismo?!
Accantonato il rigore tassonomico e scientifico di erbari come quelli di Teofrasto o Pedanio Dioscoride, che ci hanno regalato austere e affascinanti dizioni quali Anagallis, Anemone o Aristolochia, sembra che al nuovo che avanza (o che si scopre) in ambito botanico non restino che battesimi esotici e un po’ surreali, sospesi fra Las Vegas e i romanzi rosa di Rosamunde Pilcher.
E siccome ormai le “razze pure”, gli archetipi linneo-genetici, si sono persi in rivoli di ibridi e innesti, sembra che anche i fiori di nuova generazione paghino il pegno del loro essere un po’ post-moderni, meticci e in odor di barbarie.
Tuttavia, siccome l’ibrido s’à da fa’, perchè è il mercato (prima ancora delle dinamiche di selezione darwiniana) che ce lo chiede, si scelgono per questi “prodotti” di rara poesia nomi ruffiani e furbi, senza radice né storia.
I Tulipa della famiglia delle Liliaceae, scelsero di nascere in Turchia, in Asia Minore, in Estremo Oriente. Eleganti guerrieri alla corte del Sultano. Solo dal XVI e XVII secolo vennero introdotti in Europa e ne fu intuito il valore commerciale grazie soprattutto alle capacità imprenditoriali degli olandesi che ad Haarlem crearono il primo grande centro di produzione, la regione dei bulbi.
Non credo i Tulipa avrebbero immaginato di vedere moltiplicate a tal punto le proprie forme, i propri colori e le fragranze, che sarebbero fioriti tutto l’anno, che sarebbero diventati pop, che avrebbero prestato la loro inconfondibile silhouette a gadget e merchandising, abbinati ad improbabili zoccoli e buffi mulini, che sarebbero stati suddivisi in Ibridi con fiori sfrangiati, Ibridi a fioritura tardiva, Ibridi pappagallo, Ibridi trionfo e Ibridi Darwin, che avrebbero sofferto la concorrenza della Cina (anche loro!) e delle Polonia, che sarebbero nate varianti “Rembrandt” e ”Marylin”, e che avrebbero addirittura parlato “d’amore, i tulli, tulli, tullipan..”.
Però sono là, dopo secoli e secoli. Hanno accettato la sfida, si sono mescolati e innestati, rinnovati e moltiplicati, mantenendo intatta la loro bellezza al di là del cambiamento. Anzi, acquistando sfumature e profumi nuovi che sanno sedurre, oggi come ieri, le donne del mondo.
M.
Rome, Mediterrenean
Organizzatrici di risse interculturali di altissimo livello – Top level intercultural fights organizersChe lingua parlano i tulipani?
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